In fila per ore

Mi cura pensare ai secondi entro cui le mie fragili ossa, smerlate dalle tue calde mani, distratte dai tuoi sorrisi spontanei, prendono il rosso delle impronte delle tue dita leggere; sana il mio cervello affannato l’ossigenazione dei suoni accennati  nei punti di articolazione dei tuoi silenzi; assuefà le corse agitate il flusso delle parole cheContinua a leggere “In fila per ore”

8 dicembre 2004

L’amore giovane A G. Nell’inquietudine del tempo pace non trovo le parole sono vuote, senza sapore e non ci sono i gesti. L’amore fedele si mischia al vino e all’ebbrezza di avere vent’anni ma al tuo suono familiare resistere non so e, docile, torna il tuo pensiero e con esso si trascina tutta la corteContinua a leggere “8 dicembre 2004”

Dove volano i gabbiani

Se senza ragione sono costretta a fermarmi un attimo è per lasciarmi cullare dai “grazie”, gli “scusi”, i “credo che…” nei suoi discorsi, e i saluti garbati, e i “come sta?” sinceri, e sorrisi, e piccole pause che sanno ascoltare e poi passi misurati, e cenni per lasciare il passo, e il volto che siContinua a leggere “Dove volano i gabbiani”

Le tre

–Che ore sono?–Da quando ti conosco sono le tre in un bar, sospese a mezz’aria,a metà percorso tra la mia fronte e la tua, davanti gli sguardi, all’altezza della mano che usi dolcemente per scostarti i capelli dal viso,mischiate alla cantilena delle tue parole. E continuo a perdermi nelle luci dei riflessi intermittentidel sole sullaContinua a leggere “Le tre”

Lui ed io

Lui fumava una sigaretta. Io stavo in silenzio. Lo sciabordio delle onde sugli scogli e il cigolio delle barche. Lui fumava e io stavo in silenzio. Io stavo in silenzio e lui fumava. Lo sciabordio delle onde sugli scogli e il cigolio delle barche. Il cigolio delle barche e lo sciabordio delle onde sugli scogli.Continua a leggere “Lui ed io”

Tra le mie labbra

Tra le mie labbrai tuoi respiri hanno il suonodel canto di una sirena,che mi persuade a sopportarele più spigolose rivelazioni del tuo esseree i gesti maldestri della tua anima imbranata. Lascia che respiri col tuo respiro tra i dentifinché anche tu ne hai voglia. Testo di Chiara Milazzo Illustrazione di Daniela Calandra

Tra quattro e sei

S’arricciavano nere come i capelli tuoile ore sulla mia pelle esfoliata dalle ansiecurata dalle sfiducie rimpolpata di sensibilità. Liscio, senza schermaglie, si lasciava rigare pianodal carattere appuntito che trasudavi dagli occhilo scoglio duro dell’anima in mezzo al mareche ci si infrangeva contro senza violenza. Io tra le cose più belle al mondoho l’odore della tuaContinua a leggere “Tra quattro e sei”