Il grande sonno di Raymond Chandler

Il romanzo simbolo dell’hard boiled adattato al cinema e in versione audiolibro.

Raymond Chandler, Il grande sonno. Audiolibro Storyside 2020

Il grande sonno, Raymond Chandler (Storyside, 2020)

Il grande sonno

The Big Sleep (tradotto in italiano come Il grande sonno) è un libro di Raymond Chandler pubblicato nel 1939 e ritenuto tra i migliori romanzi gialli mai scritti. È considerato anche il romanzo più rappresentativo dell’hard boiled, un genere letterario che appartiene a quello poliziesco e nel quale il crimine, la violenza e la sessualità sono descritti in modo molto realistico.

Il protagonista de Il grande sonno, e di altri libri di Chandler, è l’investigatore privato Philip Marlowe: un uomo alto, corpulento, duro, che fuma, beve e frequenta i bassi fondi. Ma Marlowe è anche un uomo affascinante, capace di agire in modo onesto e disinteressato e che non ha bisogno di una pistola per farsi valere. Tutte queste caratteristiche lo rendono un personaggio intrigante capace di tenere incollato il lettore alle sue avventure.

Marlowe viene assoldato dall’anziano e ricco generale Sternwood. Il generale ha ricevuto dal libraio Geiger una lettera di ricatto sotto forma di richiesta di onorare i pagaré firmati da Carmen, la più giovane e selvaggia delle sue figlie. Carmen si è fatta vedere poco prima che Marlowe parli con suo padre, confermando le voci che la descrivono come una combinaguai seducente e stravagante. Sua sorella maggiore appare invece più assennata, ma altrettanto affascinante e misteriosa. Vivian è sposata con Rusty Regan, ex combattente irlandese e contrabbandiere, a cui il generale è sorprendentemente molto affezionato. Regan è scomparso e, dopo il colloquio con il padre, Vivian convoca Marlowe per capire se è stato contrattato proprio per trovarlo.

Dopo l’incontro con gli Sternwood, Marlowe inizia ad indagare su Geiger, scoprendo che la sua libreria nasconde un giro illecito di libri pornografici nel quale è invischiata Carmen. E trova proprio Carmen, nuda e drogata, in una casa insieme al cadavere di Geiger. La trama quindi si infittisce, coinvolgendo altri personaggi: l’amante di Geiger, l’autista degli Sternwood, innamorato di Carmen, Agnes, l’assistente della libreria, Eddie Mars, che possiede il casinò dove è solita giocare Vivian, sua moglie Mona, scomparsa probabilmente con Rusty Regan.

Proprio questa trama complessa a volte rende un po’ complicato seguire la storia anche se, a livello di lettura del testo, magari questa difficoltà non è presente. Eh già, perché Il grande sonno non l’ho letto, l’ho ascoltato.

Gli audiolibri secondo me: perché sono una lettrice diversa su carta e in ascolto

Ho iniziato ad ascoltare audiolibri un anno fa spinta dal grande entusiasmo di Daniela Calandra per questo formato. Dopo aver esaurito la prova gratuita, mi sono iscritta ad Audible e successivamente sono passata a Storytel. In entrambe le piattaforme l’offerta è vasta e spazia dai classici, ai contenuti più recenti, ai titoli in esclusiva.

A questo proposito, è bene ricordare che gli audiolibri sono entrati in voga da relativamente poco tempo. Il contratto delle opere, quindi, può non includere il diritto di adattamento a questo formato (sono i diritti secondari o subsidiary). Per questo motivo, è molto facile trovare audiolibri di classici, perché i diritti d’autore non sono più vigenti, ma non è così scontato trovare titoli più recenti, eccezion fatta per quelli recentissimi che risentono appunto del cambio nel mercato.

Il mio esodio è stato Anna Karenina perché ho deciso di ascoltare tutti quei libri classici che dubito riesca a leggere su carta per ragioni di tempo, mole o di voglia (meglio esser onesti). Considerato che il pagamento è fisso indipendentemente dal numero di titoli, ho iniziato ad ascoltare tutto quello che non comprerei su carta perché poco convinta dall’autore o dal genere o perché mossa da scarsa curiosità.

Con il passo del tempo quindi ho costruito una biblioteca di audiolibri abbastanza diversa da quella di libri cartacei.

Dopo aver ascoltato una sessantina di audiobooks, posso affermare che a mio avviso:

Le voci hanno un ruolo fondamentale

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Per un lettore, la voce determina il successo di un audiolibro o il suo fallimento. In entrambi i casi, la questione della voce non va di pari passo con il valore della storia o il prestigio del genere letterario.

Tra le mie voci preferite ci sono Giuseppe Battiston che legge i libri di Maigret e Stefano Braschi per Marlowe, appunto. Ci sono anche autori che leggono i propri testi (Rosa Montero, Gianrico Carofiglio, Chiara Gamberale, Alejandro Zambra) con risultati abbastanza riusciti.

Leggere audiolibri, infatti, non è così semplice. La voce non deve solo leggere bene, con trasporto, ma interpretare le caratteristiche di un personaggio (età, genere, ma anche tic tipici, come i grugniti di Maigret) e di tutti i personaggi che intervengono nel libro. Impresa difficilissima nel caso dei romanzi corali, come L’ombra del vento che sto ascoltando proprio ora (complimenti a Jordi Boixaderas). Quando non ci si riesce, invece, il lettore non capisce chi interviene e quando, oppure l’ascolto si fa tedioso perché la voce è troppo acuta, bassa o piatta.

Saggi e libri letterari no; ritmi serrati e coinvolgimento emotivo sì

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Faccio fatica a seguire un saggio o un libro letterario perché si tratta di testi sui quali mi soffermerei se leggessi su carta. Nella versione audiolibro, invece, mi distraggo facilmente oppure ho la sensazione che le parole scivolino via senza che possa apprezzarle.

Mi piace ascoltare storie coinvolgenti o con un ritmo trepidante. Grazie a questo ho riabbracciato un genere che non leggevo con tanto accanimento da quando ero bambina. I gialli.

Ci vuole il momento giusto

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Ascoltare un audiolibro richiede una certa dose di concentrazione, anche se quello che stiamo ascoltando è qualcosa di leggero. Ascolto audiolibri quando realizzo un’azione meccanica e ripetitiva. Ad esempio, quando vado in palestra, lavo i piatti o pulisco casa. Oppure come accompagnamento quando mangio. Per un periodo ascoltavo mentre camminavo, ma devo dire che finivo per distrarmi in alcuni momenti. Ottimo invece l’ascolto sui mezzi di lunga percorrenza.

Torniamo a Il grande sonno che, come accennavo, è letto da Stefano Braschi che rende le 7 ore e 59 minuti dell’audiolibro un piacevolissimo ascolto.

Oltre all’azione (scontri armati e violenti, incontri passionali, segreti di famiglia inviolabili), ne Il grande sonno ci sono anche descrizioni di paesaggi e, soprattutto, di personaggi molto riuscite, profonde, dettagliate senza essere pesanti. Riflessioni che vanno ben al di là di un protagonista (è narrato in prima persona) solo a prima vista semplificabile con etichette o cliché e che contribuiscono a costruire una storia dotata di personaggi profondi e complessi. Non un romanzo, quindi, ma un grande romanzo. E il monologo che chiude il libro e che ne dà il titolo è forse il miglior esempio.

Un’altra forma di diritti secondari: il film

Il grande sonno è stato adattato al grande schermo in due occasioni: nel 1946 e nel 1978. Anche se quest’ultima versione conta con attori importanti (Robert Mitchum nei panni di Marlowe e James Stewart come generale Sternwood) è la prima ad essere più presente nell’immaginario comune.

Il The big sleep del 1946 è stato diretto da Howard Hawks, conta con la partecipazione di William Faulkner tra gli sceneggiatori e di Humphrey Bogart e Lauren Bacall come Marlowe e Vivian Sternwood.

DVD film Il grande sonno

DVD de Il grande sonno

Ma ci sono differenze sostanziali tra il testo e il film. La sessualità, esplicita nel libro, viene a tutti gli effetti coperta. Ad esempio, Marlowe non trova Carmen nuda, ma vestita, e la giovane Sternwood non si infila nel suo letto con l’intenzione di sedurlo, ma si siede nella poltrona del suo ufficio vestita di tutto punto. La relazione omosessuale tra il libraio e il suo amante, invece, non emerge. Tutti questi espedienti furono presi per evitare la censura che però non seppe riconoscere il fortissimo doppio senso del dialogo tra Marlowe e Vivian a proposito dei cavalli.

Anche la trama infatti soffre un cambio per aumentare il potenziale commerciale della coppia Bogart – Bacall, sposati da poco. Vivian è divorziata (e non da Rusty Regan) e s’innamora esplicitamente di Marlowe, che ricambia con qualche bacio in più rispetto al testo. Svanisce l’infatuazione dell’ispettore per Mona Mars, chioma d’argento, così come la riflessione finale su di lei e su il grande sonno.

È un film non riuscito quindi? Affatto. Si tratta di vedere con gli occhi quelle immagini in bianco e nero che ci siamo immaginati mentre leggevamo o ascoltavamo il testo.

L’accento milanese che ogni tanto traspare nell’audiolibro rende meno credibile Marlowe? No, perché quello che prevale è la sensazione di rivivere un’atmosfera di altri tempi.

In entrambi i casi si tratta di adattamenti che in formato diverso presentano uno dei grandi romanzi gialli. Insomma, adesso non resta che leggerlo su carta.

Testo Chiara Mancinelli

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