San Jordi

Il 23 aprile in Catalogna la festa del libro si festeggia tra rose. E draghi.

Prima che venisse istituita la giornata mondiale del libro, regalare una rosa alla donna amata era una tradizione consolidata. Il 23 aprile infatti è San Jordi, San Giorgio, il patrono della Catalogna.

Il Santo è conosciuto soprattutto per la leggenda secondo la quale avrebbe ucciso un terribile drago che assoggettava una città. L’animale, che poteva camminare, volare, nuotare ed aveva un alito mortifero, era stato placato solo grazie al sacrificio degli abitanti.

I propri cittadini sceglievano a sorte chi doveva essere dato in pasto al drago, finché un giorno la prescelta fu la figlia del re, una ragazza giovane e bella. La principessa andò incontro al suo destino, quando giunse all’improvviso un cavaliere. Mentre la fanciulla cercava di prevenirlo sul pericolo, il drago sbucò all’improvviso.

Lungi dall’indietreggiare, il giovane dall’armatura lucente affrontò la bestia in sella al suo cavallo bianco riuscendo finalmente a colpire il drago con la sua lancia. Il cavaliere legò l’animale ferito e lo consegnò alla principessa affinché lo portasse in città. Gli abitanti, che avevano assistito alle gesta di San Jordi, infersero gli ultimi colpi. Dal sangue del drago, nacque un roseto e da esso il cavaliere tagliò una rosa che offrì alla principessa.

Oggi il drago è rappresentato come un animaletto simpatico che popola soprattutto i libri e i giochi dei bambini. A Barcellona le rose colorano quasi ogni angolo delle città. Rose rosse, gialle o blu, rose vere o artigianali, plasmate su segnalibri, disegni, orecchini o spille, passano dalle mani dei numerosissimi rivenditori a quelle delle tante persone che passeggiano per la città.

Rose per San Jordi pixabay.com
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Rose per San Jordi pixabay.com
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E poi i libri. Ci sono le casette dove gli autori celebri firmano i libri, le bancarelle delle librerie, i banchetti messi fuori dal negozio o l’edicola del quartiere che presenta i suoi volumi. Non ci si può non fermare a dare un’occhiata.

General view of the streets of Barcelona during Sant Jordi's day, which is one of the most popular celebrations in Barcelona. This picture was taken on the 23rd April 2017, in Rambla de Catalunya, which is one of the main commercial streets in Barcelona, and gets completely crowded during this celebration. The book and rose sellers take the streets and the celebration lasts all day. Sant Jordi's day is one of the most important celebrations in Catalonia and it is considered both the day of the book and the Catalan version of Valentine's day. It takes place annually on April the 23rd.  Traditionally, men offer women a red rose and, in exchange, they receive a book. The rose, tells the legend, comes from the blood of the dragon Saint George killed to save the princess. The book is the way to remember the death and burial respectively of Miguel de Cervantes and Shakespeare.
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Partecipare a questa tradizione diventa inevitabile perché è inevitabile essere contagiati dall’atmosfera di questo giorno speciale. La città è in festa. È meraviglioso vedere tante persone che stringono una rosa tra le mani e non si vuol essere da meno nel regalarla o nel riceverla.

La tradizione vuole che l’uomo regali una rosa alla donna amata (amore non solo romantico ma anche filiale o di amicizia) e che la donna regali un libro all’uomo. Ma a San Jordi libri e rose circolano liberamente senza confini e senza limiti.

Barcelona april 22, 2018. Catalonia-Spain. Casa Batllo by the famous architect Antoni Gaudi decorated to celebrate the day of Sant Jordi. Inside the house a tourist listening to the indications of an audio guide
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La tradizione della rosa nasce dalla leggenda di San Jordi, ma quella di regalare i libri?

Nel 1926, l’editore e scrittore Vicent Clavel Andrés propose alla Camera ufficiale del libro di Barcellona di celebrare una festa commemorando la nascita di Miguel de Cervantes. Il governo di Primo di Rivera accettò la proposta ed il re Alfonso XIII firmò il decreto reale con il quale veniva istituita la Festa del libro spagnolo. Nel 1930, la data fu spostata al 23 di aprile, giorno della sepoltura di Cervantes.

La data coincide anche con la morte di William Shakespeare (secondo il calendario giuliano) e con la nascita o con la morte di numerosi altri autori ed autrici, come Nabókov, Josep Pla o Wordsworth.

Su proposta della Spagna, nel 1995 il 23 aprile venne scelta dall’UNESCO come data per festeggiare la Giornata mondiale del libro e dei diritti d’autore con il fine di promuovere la lettura.

E quest’anno?

Nel 2020 San Jordi è stato posticipato a luglio. Quest’anno, quarta ondata permettendo, la tradizione si manterrà ma limitata da restrizioni precise. La vendita di libri e di rose sarà permessa solo a professionisti (niente associazioni o enti), non ci saranno incontri con gli autori e le firme avverranno solo all’esterno e con modalità specifiche.

Il pregó – il discorso – si mantiene e sarà a carico di Irene Vallejo, filologa classica ed autrice del libro super vendita El infinito en un junco, che in Italia sarà pubblicato da Bompiani.

Diverso, sicuramente, ma buon San Jordi e buoni libri!

Testo di Chiara Mancinelli

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